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Foto gallery tattoo




Il mio primo incontro e' stato in uno studio piu' o meno conosciuto nella zona dove sono nato. Li iniziai a disegnare, seguire i clienti e capire il tatuaggio.. Conobbi attraverso libri e riviste i grandi tatuatori contemporanei e del passato. Iniziai a capire le differenze di stili, le tecniche, il chiaro scuro, ma soprattutto da vera gavetta iniziai a saldare aghi, un'infinita' di aghi... Poi un bel giorno quasi per gioco, un po' per sfida, un po' per mettermi alla prova decisi di iniziare. Il titolare dello studio mi aiuto' a regolare l'ago e impostare il lavoro, poi mi abbandono' nella mia stanza solo io e il cliente. Affrontai il mio primo lavoro con un po' di timore e paura, soprattutto paura di infliggere troppo dolore, dal momento che la cavia era la gamba di una donna, un'amica di entrambi che frequentava da tempo lo studio. Risultato? Positivo! La ragazza viva, il tatuaggio ok e una cena offerta! Sta di fatto che la passione cresceva di giorno in giorno assieme alla voglia di fare. A lui devo sicuramente l'introduzione in questo mondo meraviglioso, forse senza di lui non avrei mai iniziato a fare questo mestiere. E' li che comuunque iniziai a farmi tatuare il mio braccio destro. Solo dopo aver fatto un piccolo tattoo un decennio prima dal mitico Nando ormai non piu' in terra. E' lui che sicuramente nella mia citta' ha iniziato ad ispirare e tatuare i primi tatuatori della vecchia scuola. Tutto quello che oggi ho imparato lo devo solo a me stesso con pazienza e dedizione andando contro tutti quelli che non credevano, forse pensavano piu' ad un capriccio, un gioco o una forma di passatempo.. Invece no! Quel percorso mi ha portato oggi ad avere una vera professione piena di stimoli e gratificazioni, la gente mi chiama, mi cerca e parla bene di me. Tutte queste cose mi fanno star bene, anzi, mi fanno godere, specie se si ha un ego grosso come il mio. Il tatuaggio come forma d'arte? Sicuramente si', ma oggi e' diventato una vera professione, un mestiere che io cerco di mettere in pratica nel migliore dei modi. Avro' ancora molto da imparare, ma credo nella mia personale ricerca di aver fatto un buon percorso. Da ogni grande maestro cerco di trarne l'energia e gli stimoli per fare sempre di piu'. Ammirando le grandi opere di Horiyoshi che con il suo tradizionale giapponese, riesce sempre ad incantarmi, Schige con le sue ombre e colori, la Leu Familly che riesce sempre a stupire, Hernandez con il suo realismo, etc........., potrei citarne a decine, ma da ogni cerco di rubare qualcosa. E' per quello che cerco sempre di migliorarmi dal punto di vista tecnico ed artistico. Penso che non bisogni mai smettere di imparare e conoscere. Andare avanti e' il mio motto ed io mi sento in continua evoluzione.


Franco